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Nell'evoluzione dell'uomo il peso corporeo ha sempre avuto un certo rilievo nella valutazione dell'individuo nella società del tempo. Nei tempi antichi infatti l'essere magro o comunque il perdere peso veniva associato ad una situazione di scarsa salute ed efficienza fisica, viceversa il soggetto "in carne" veniva considerato se non in gran forma, quanto meno in buona salute. Anche ai giorni nostri, particolarmente in alcune aree geografiche, questo concetto appare ancora radicato tanto da considerare un complimento l'appellativo
di "grasso".

In realtà negli ultimi decenni le moderne acquisizioni scientifiche hanno dimostrato come l'aumento di peso sia proporzionale ad un peggioramento della qualità di vita del soggetto e come sia maggiore l'incidenza di complicazioni e di altre malattie ad essa associate. Definire l'obesità non è semplice in maniera unanime. Mentre esiste pieno accordo infatti nella scienza medica, altrettanto così non è nell'opinione pubblica, nel concetto cioè che l'uomo della strada ha nei confronti della persona obesa.

In medicina il peso corporeo ideale di un soggetto si valuta sulla base di alcune formule matematiche più o meno complicate che vedremo in sintesi più avanti.
Per semplicità possiamo dire che se il peso eccede quello ideale del 30% il soggetto si considera in sovrappeso, se eccede del 60% si considera obeso e se eccede del 100% si considera invece obeso in maniera severa. Per il medico il soggetto obeso viene considerato affetto da una malattia cronica associata ad una serie di altre malattie che possono essere concomitanti e come tale va affrontata.

Diverso è il discorso se si vuole vedere il problema dal punto di vista, come dicevamo, dell'opinione pubblica. La distinzione infatti è d'obbligo in quanto siamo di fronte ad una materia in cui il concetto di malattia è poco diffuso ed a molti sconosciuto. Se per esempio è ovvio per tutti che il diabete è una malattia cronica ben dominabile ma che può procurare complicanze gravissime, non è così per l'obesità. Questa viene vista infatti, come accennato sopra, come una semplice condizione dell'individuo frutto di una carenza del comportamento o più semplicemente di una grossa passione per "il mangiare", in sintesi quasi un semplice fatto estetico. Gli interessati stessi sono per la maggior parte ignari dei rischi legati alla loro situazione a causa di una informazione sociale assolutamente carente e all'assoluta mancanza di insegnamento dell'educazione alimentare nei confronti dell'infanzia, in particolare nel nostro paese. Negli ultimi anni si sta cercando di ovviare a questa carenza e sono sempre più numerosi i messaggi dei mass media sull'argomento. Purtroppo, come spesso avviene, si tratta di messaggi spesso di natura più pubblicitaria che scientifica, e questo non fa altro che ingenerare equivoci e confusione in un settore così delicato. Lo scopo di questa guida per il pubblico a cura dell'Associazione Italiana Obesità, è proprio quello di fare il più possibile chiarezza offrendo un'informazione corretta al pubblico anche mediante la comprensione di concetti scientifici di base che vengono in questa sede affrontati con la massima semplicità.



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