La socialità
E' necessario addentrarsi in questo difficile argomento considerando le attività socializzanti. Quasi ogni persona obesa intervistata ha affermato come senta il proprio problema e quante più persone lo condividano. Quando l'obesità è di grado elevato la quasi totalità sfugge le occasioni di incontro, isolandosi sempre più. Molte di queste persone sarebbero disponibili ad incontrarsi, a viaggiare, a svolgere attività sportive se si tenessero presenti queste loro potenzialità. Molte persone obese intervistate affermano che si recherebbero volentieri in palestra o in piscina se vi fossero orari riservati.
Anche questa rappresenta un'ampia area di mercato che non è tenuta presente perché i dati reali dell'obesità sono sotto stimati o, meglio, sconosciuti.
La maggior parte delle persone intervistate, variamente rappresentate, si è dimostrata incredula nell'apprendere come la frequenza statistica di incidenza dell'obesità in Italia sia quasi sovrapponibile a quella degli Stati Uniti. Negli ospedali dovrebbero esserci bilance capaci di misurare oltre i 140 kg. e le apparecchiature TAC o RMN devono poter accogliere utenti di peso molto elevato o fuori misura, cosa che al momento non è possibile, anche se il diritto alla salute deve essere garantito a tutti, anche alle minoranze, oltretutto neanche scarse. Forse nessuno sa che l'apparecchio della TAC può sopportare di solito un peso fino a 150 chili e che quello per la risonanza magnetica è troppo stretto per rischiare di farvi entrare un grave obeso! Abbiamo constatato come l'obesità anche grave sia molto più diffusa di quanto sembri perché in Italia è sommersa per motivi culturali, di riserbo e di dignità umana e sociale. Molti non li incontriamo nella vita di tutti i giorni come invece accade negli Stati Uniti. Da noi sono oggetto anche di emarginazione sociale e di discriminazione lavorativa. Non trovano lavoro ma non hanno i requisiti per essere considerati invalidi a causa di normative che appaiono anacronistiche. Vi sono casi di giovani del peso di oltre 150 kg., malati obiettivamente, non ritenuti invalidi, ma neanche protetti ne aiutati socialmente in alcun modo. La realtà dimostra come siano molti di più di quanto si possa immaginare e come siano socialmente soli.
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