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In questo capitolo stiamo per trattare della moderna scienza dell'alimentazione, un campo dove, troppo spesso, il sentito dire gioca la parte del leone, con conseguenze disastrose.

Si tratta di un terreno in cui svolgono la loro attività persone a volte senza scrupoli che, illudendo i più ingenui (e sono tanti), propongono, continuamente, panacee alchimistiche miracolose. Nel corso degli ultimi anni, la scienza ha fatto passi da gigante, ma non è ancora in grado di fare miracoli: diffidare, dunque, di chiunque non "paventi" ma "prometta" i famosi sette chili in sette giorni!

Vediamo di ripercorrere il cammino svolto e di accennare ai contenitori dietetici più famosi. Cominciamo con le diete dissociate, che possono esser fatte risalire al lontano 1904, ad opera del medico francese Jaques Antoine, che a quei tempi già proponeva di consumare un solo tipo di alimento al giorno, anche se a sazietà.

Più di recente, Lodispolo ha messo a punto questo tipo di dieta, suddividendo nell'arco della giornata i tipi di alimenti da ingerire. Visto che i carboidrati rappresentano il combustibile, devono essere ingeriti di giorno; le proteine, invece, stante la loro funzione plastica, vanno consumate a cena, tanto poi l'organismo riposa, quando ha meno bisogno di energie.

Il limite di questo tipo di dieta è rappresentato dalla difficoltà di esecuzione (soprattutto per chi mangia fuori casa, a pranzo; è difficile escludere totalmente questo o quell'alimento), inoltre le proteine stimolano la produzione di adrenalina, quindi svegliano e sono controindicate la notte. Un eccesso di carboidrati, al contrario, provoca sonnolenza e non è, quindi, adattissimo a chi svolge attività lavorativa nel pomeriggio. Parliamo ora del signor Pritikin: un normale autodidatta dell'alimentazione che, circa vent'anni fa, decise di condividere con il mondo intero le sue convinzioni, fondando un centro di longevità in California.

Il suo regime alimentare, terribilmente drastico, proibiva alcool, grassi, sale e zuccheri semplici; riduceva ai minimi termini le proteine, soprattutto quelle animali e, dell'uovo, ammettendo soltanto un albume al giorno, due alla settimana, se crudi; legumi e frutta, con moderazione; ortaggi a volontà, da bere soltanto acqua. A parte che al signor Pritikin avrebbero dovuto spiegare che l'albume dell'uovo, se crudo, non viene assimilato dall'organismo, quindi inutile cibarsene; poi, a prescindere dall'efficacia fisiologica e depurativa del suo regime dietetico, si può controbattere semplicemente dicendo che: non si vive di solo pane.

continua



 

 


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