cos'è l'obesità

obesità e società

problemi quotidiani


terapie dietetiche

trattamento psicologico

farmaci

palloncino endogastrico

chirurgia

chirurgia plastica

ginnastica e obesità







Eccoci arrivati alla rivoluzione copernicana dei facili dimagrimenti, una rivoluzione che si evolve in tre tappe:

Dieta punti, Dieta Atkins, Scarsdale.

Si tratta di contenitori dietetici che arrivano tutti alla medesima conclusione: I'eliminazione, o quantomeno il forte contenimento, dei carboidrati, con un notevole incremento delle proteine. Tutto si basa su alcuni presupposti: che una parte degli individui sono allergici, o intolleranti ai carboidrati; che l'eccessiva produzione d'insulina, che serve per metabolizzare gli zuccheri, stimola la sintesi e la produzione di grassi; che il Fat Mobilizing Hormone (FMH, l'ormone che serve, per l'appunto, ad eliminare i grassi del nostro organismo), viene prodotto soltanto quando c'è carenza di zuccheri da usare per bruciare i grassi.

Senza nulla togliere al valore professionale del dr. Atkins e del dr. Tarnower (l'inventore della Scarsdale), alla luce della moderna scienza dell'alimentazione non ci sembra opportuno ricorrere a regimi alimentari che, favorendo a dismisura le proteine, riempiono l'organismo di prodotti metabolici incombusti, o corpi chetonici, facendo lievitare l'acidosi con conseguenze poco piacevoli. Parliamo ora, finalmente, di quelle che sono le basi di un sano e controllato regime alimen­tare, studiato e messo a punto per rispondere alle esigenze di ogni singolo individuo.

Ribadiamo il concetto che l'alimentazione, oltre ad essere la più variata possibile, deve rispettare alcune regole:

  • bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, un bicchiere la mattina, appena alzati, uno prima di ogni pasto ed uno prima di coricarsi;

  • non abusare di alcolici; non esagerare con i condimenti a base di grassi animali;

  • non mantenere una dieta a base di alimenti eccessivamente raffinati (a meno di necessità derivanti da precise patologie);

  • mangiare quotidianamente buone quantità di frutta e verdura.

Le principali fonti alimentari sono rappresentate da:

  • zuccheri o carboidrati (pane, pasta, riso, cereali e zuccheri in genere);

  • proteine (legumi, carni, formaggi, etc.);

  • grassi (oli vegetali, burro, strutto, etc.).

Ognuno di questi elementi ha una funzione essenziale ed insostituibile per l'organismo e non deve essere assolutamente tralasciato o abolito; la percentuale giornaliera ottimale è di 50-60% carboidrati - 15-20% proteine - 20-25% grassi, possibilmente di natura vegetale.

Il discorso di un'alimentazione rigidamente vegetariana è sconsigliabile, ma si può ovviare, integrando con uova e moderate quantità di latte e derivati. Studi condotti su vegetariani puri hanno riscontrato una maggiore incidenza di tutta una serie di patologie, derivanti dall'eccessiva alcalinizzazione del sangue (alcalosi metabolica, ipercalcemia, etc.). Altrettanti problemi hanno i grossi consumatori di carne e grassi animali (ipercolesterolemia, patologie cardiovascolari, tumore del retto, etc.). II fabbisogno calorico giornaliero medio va dalle 2000 alle 3500 calorie, a seconda del lavoro e dell'attività fisica svolta; inoltre comincia a calare con l'età, a partire dal quarantesimo anno. Inutile stare a calcolare l'apporto calorico ideale, in base al peso, al sesso, al metabolismo basale etc; questi valori devono essere determinati e messi in equilibrio da un dietologo esperto ed intelligente, capace di comprendere, anche in base alle analisi ed allo stato fisico, le effettive necessità del singolo individuo. Basti sapere che una dieta sconsiderata crea soltanto danni, oltre a non sortire assolutamente nessun effetto. L'organismo, di fronte ad un calo calorico eccessivo, reagisce mettendosi in carestia, ossia rallentando il metabolismo, con il risultato che si seguita ad ingrassare, anche se si mangia di meno.

II difficile, poi, è perdere la massa grassa, non quella magra, ossia il tessuto muscolare, di per sè molto più pesante del grasso, oltretutto importantissimo, perché può aiutarci a bruciare massa grassa. Una dieta sconsiderata e squilibrata, come risultato, può far perdere tono muscolare, ossia massa magra, quindi, anche se l'ago della bilancia ci dà soddisfazione, in realtà potremmo aver accumulato massa grassa e perso massa magra, con il risultato che pesiamo di meno, ma siamo ingrassati. Bisogna poi capire che il nostro organismo ha bisogno di un certo ricambio cellulare, inoltre necessita di carburante per potersi muovere: le proteine assolvono la funzione di rimpiazzo; gli zuccheri forniscono il combustibile. Quando si parla di zuccheri s'intendono, sostanzialmente, carboidrati, cereali e tutto quanto, poi, all'interno del nostro organismo, viene tramutato in zucchero (glicogeno).
Più gli zuccheri sono puri (zucchero raffinato), più il nostro organismo li assimila velocemente, quindi non fa in tempo ad utilizzarli e si tramutano in grasso. Come abbiamo già spiegato nell'apposito capitolo sulla fisiologia dell'alimentazione, anche i grassi forniscono energia ed uno dei principi base della Scienza dell'alimentazione è che: I grassi bruciano al fuoco degli zuccheri! Quindi, se vogliamo bruciare grasso, non pos­siamo eliminare totalmente pane, pasta, riso etc.

continua



 

 


home | associazione | link | contatti

associazioneitalianaobesita.it
© 2004
Designed and engineered by Nexis